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Luglio 13th, 2022 - 17:32 § in Articoli

La Commemorazione in memoria di Claudio Cappelli

 

Sei anni fa la strage terroristica di Dhaka. Furono barbaramente trucidate 24 persone e fra di essi nove italiani e il nostro concittadino Claudio Cappelli, al quale è stato intitolato il vicolo che collega Piazza Mercato a Piazza Fratelli Besana sede del Municipio.

È qui che si è svolta la Commemorazione ufficiale che ha visto gli interventi del Sindaco Gualtiero Chiricò e di Massimo Cappelli padre di Claudio.

Ecco le parole del Sindaco “Permettetemi innanzitutto di ringraziare le Autorità, i rappresentanti delle Associazioni, del gruppo Alpini e tutti i presenti questa sera un intero territorio desidera esprimere vicinanza e solidarietà.

Sono certo che il ricordo di quanto avvenuto il 1° luglio del 2016 a Dhaka sia ancora molto vicino nella memoria di tutti noi.

Quelle che vengono definite in modo distaccato “strategie” quasi come se fossero solo delle teorie astratte (la strategia della tensione, la strategia di guerra, la strategia terroristica e quant’altro) prima o poi si traducono puntualmente e orribilmente in azioni reali, finendo per colpire sempre degli innocenti.

E il concetto stesso di violenza in tutte le sue forme, a volte sembra essere in qualche misura invincibile: eppure non dobbiamo mai smettere di contrastarne l’uso. È dovere di ciascuno.

Chi crede nel dialogo, nell’eguaglianza, nell’inclusione, nella forza che nasce dall’unità, chi crede nella solidarietà, chi crede nella pace, sente l’obbligo morale di opporsi a qualsiasi atto di violenza e di operare affinché la libertà sia un diritto universale.

Oggi qui ricordiamo Claudio Cappelli. Il suo futuro è stato fermato in modo inaspettato e violento, vittima di una forma di guerra inconcepibile che và condannata fermamente. Lo facciamo vicino al monumento che ricorda con lui le vittime del terrorismo il cui significato restituisce una speranza in tutti coloro che si spendono a favore della pace e della concordia.

E oggi come sei anni fa, la comunità si stringe attorno ai familiari in un abbraccio virtuale ma sincero sperando che sia di conforto per chi lo riceve e che mantenga viva la memoria di chi lo regala.”

È seguito l’intervento di Massimo Cappelli padre di Claudio che riportiamo integralmente.

“Sono trascorsi sei anni da quella tragica notte di inizio luglio in cui fu ucciso a Dhaka mio figlio Claudio Cappelli insieme a altri 8 giovani italiani, 8 giapponesi, un’americana, un’indiana e 3 bengalesi. Gli italiani erano padri e madri di famiglia tutti legati all’industria del tessile che si trovavano al ristorante Holey Artisan Bakery per salutarsi dopo aver concluso il lavoro relativo alla successiva collezione invernale e ritornare ai loro cari.

Un gruppo di terroristi islamici collegati all’Isis scelse quel giorno di maggior presenza di cittadini occidentali per seminare terrore con l’obiettivo di destabilizzare lo stesso governo del Bangladesh. Pertanto, i nostri giovani italiani si sono trovati inconsapevolmente in quel luogo a rappresentare l’Occidente con tutti i suoi valori, e quindi attaccati senza pietà dai terroristi che li hanno privati del loro bene più prezioso: la vita. Oltre al terrore chissà quanta sarà stata la meraviglia di questi giovani abituati con il loro lavoro a aprirsi al prossimo senza preclusione di razze, culture e religioni diverse, collaborando in amicizia con questi popoli, convinti di seminare e coltivare la pianta della pace.  Noi oggi siamo qui per fare memoria di questi valori che ci hanno lasciato Claudio e gli altri italiani della strage di Dhaka in modo che la pianta della pace che i terroristi volevano estirpare continui a crescere e a essere coltivata da tutti i giovani. Con la guerra ormai arrivata in Europa che oltre a seminare lutti e distruzioni di intere città, ci fa prevedere l’innalzamento di muri e barriere tra alcune nazioni, l’esempio offerto da questi giovani che lanciavano ponti verso altri popoli ci sembra di grande attualità. Da Barzanò i familiari delle vittime rilanciano al governo del Bangladesh la proposta che i locali di quel ristorante di Dhaka che furono oggetto di tanto odio e dolore diventino un luogo di incontro delle diverse culture e religioni a favore della pace nel mondo.

Un caloroso grazie per questa Commemorazione al Comune e alle Associazioni di Barzanò e un grande abbraccio a tutti voi.

 

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